martedì 23 agosto 2011

GELATO!


Gelato!
Mr. le Caniche abbaiò a lungo quando vide comparire sullo schermo del pc della sua badante un numerino rosso che stava ad indicare l'arrivo di un messaggio, ma lei non arrivò. "Siamo alle solite" pensò lui, sporse il muso verso la cucina e la vide immersa in un cestello di gelato al pistacchio. Mr. le Caniche capì, sorrise sotto i baffi e tornò da dove era venuto. si accoccolò in salotto e rispettò l'intervallo di pranzo della sua "Amelie". Ci sarà tempo dopo, pensò e scivolò nel sonno. Sognò di cose lontane, di quando era cucciolo e di quanto era bello sentire il calore della mamma mentre lo allattava, il senso di intimità che gli veniva trasmesso da quel travaso di energia calda, travaso di vita. E si ricordò anche che bisognava guadagnarsela quella razione di vita, anche spintonando i suoi fratelli. Era difficile da spiegare ... lottare con chi ami per assicurarti il soddisfacimento dei tuoi bisogni. Aveva fatto questo sogno più volte e la prima parte (quella relativa al travaso) gli piaceva tanto, l'altra (la lotta con gli amati competitori) gli lasciava invece sempre una profonda tristezza e un sottile senso di colpa. Erano venuti su bene tutti, una bellissima cucciolata, ma lo allarmava quella sua naturale voglia di vita. Poi, come spesso accadeva, il sogno venne per fortuna interrotto con una carezza dalla "sua" Amelie che lo invitava con garbo ad andare a prendere il suo guinzaglio. A quel punto la felicità prendeva il sopravvento: tenendo a freno l'emozione e la gratitudine che lo avrebbe fatto catapultare, raccolse tutto il suo amor proprio e si diresse con eleganza verso la porta pregustando già il piacere di rotolarsi in mezzo all'erba dei sentieri che gli erano tanto cari. Col guinzaglio in bocca la fissò con uno sguardo che la faceva sorridere e illanguidire. "Grazie, ottimo tempismo, Amelie".

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